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lunedì 30 marzo 2015

Computer e Smartphone: si stanno esaurendo i metalli per costruirli













ambiente.tiscali.it

Alcuni metalli usati nei prodotti hi-tech, dai pc ai telefonini, nei prossimi decenni potrebbero essere difficili da reperire.
Lo evidenzia uno studio della Yale School of Forestry & Environmental Studies, secondo cui è necessario riciclare elementi come cromo, tungsteno e tantalio dagli oggetti che vengono gettati via. Un'operazione spesso difficile, il riciclo, di cui i produttori dovrebbero tener conto in fase di progettazione dei dispositivi elettronici.

I ricercatori hanno preso in esame i 62 metalli della tavola periodica degli elementi. Se per quelli usati da molto tempo come zinco, rame e alluminio non dovrebbero esserci problemi d'approvvigionamento, per altri metalli, impiegati nel settore tecnologico da 10 o 20 anni, la situazione è più complicata.

"Alcuni metalli sono disponibili quasi interamente come sottoprodotto. Non si possono estrarre appositamente ed esistono in piccole quantità", spiega Thomas Graedel, autore del rapporto pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences.
Per gallio e selenio c'è un rischio di disponibilità, ad esempio, mentre per cromo, niobio e tungsteno ci sono dei limiti normativi d'approvvigionamento. L'estrazione di oro, mercurio e metalli del gruppo del platino, invece, ha le maggiori implicazioni in termini ambientali.
Nel quadro entrano anche fattori geopolitici: il 90-95% delle terre rare usate nel mondo viene dalla Cina, e buona parte del tantalio usato in elettronica proviene dal Congo, un paese politicamente molto instabile. Quanto all' indio, presente nei display di pc e smartphone, mancano dei sostituti adeguati.

La soluzione è dunque riciclare. "Molto di ciò che rende difficile il riciclo di questi materiali è il design dei dispositivi", spiega Graedel. "I risultati dello studio inviano un messaggio ai progettisti: dedicate più tempo a pensare a cosa accade quando i vostri prodotti vengono gettati via".

mercoledì 25 marzo 2015

Le Piramidi sono un unico blocco di pietra: una sconvolgente teoria sui templi più misteriosi del Pianeta

Tempio di Abu Simbel
di Lapenna Daniele

#giza #pyramids #piramidi #egitto #egypt

Corredata da tantissime foto, ecco una teoria che sembra incredibile ma che, analizzando da vicino queste opere monumentali misteriose, può divenire una verità incredibile.
Ad esempio, la piramide di Cheope della piana di Giza, in Egitto, dovrebbe ( usiamo il condizionale ) esser composta da 2 milioni e 300mila blocchi di granito. E se non fosse così?
Per ingrandire le immagini, cliccaci sopra


Tempio di Kôm Ombo
INGEGNOSA IDEA
Vediamo come esempio il tempio di di Kôm Ombo, sito sempre in Egitto, nell' omonima cittadina. Sembra un tempio costituito da lastre di pietre giganti pesanti tonnellate ( questa la spiegazione ufficiale ) posizionate, non si sa come, una sull' altra sino a creare questa magnifica opera.
In realtà, forse, le cose non stanno così.
Cliccando sull' immagine a destra si può notare un particolare che vedremo nelle prossime foto: la pietra è stata intagliata in modo da creare dei pilastri e, asportando il materiale in eccedenza, si è costruito il tempio.
Effettuando dei "tagli" nelle pietre è possibile creare delle scanalature e quindi dare l' illusione che si tratti di pietre singole quando invece si tratta di un unico blocco.

Sembra una teoria assurda già, anche io ho pensato così a prima vista, ma se si prova a riflettere e soprattutto se si analizzano bene le foto,.. forse non è una teoria campata in aria. Ed anche le costruzioni e i muri dei templi siti in Bolivia, a Tiahuanaco, sono costruiti probabilmente nella stessa maniera.

"Chiamami" e "ReCall": multa di 1 milione e 500mila euro a Vodafone, Wind e Tim


Sanzioni Antitrust ai tre principali operatori telefonici per un totale di quasi un milione e mezzo di euro. L’Autorità garante della Concorrenza e del Mercato (AgCom) ha irrogato, rispettivamente, una multa di 400mila euro a Telecom e una di 500mila a Vodafone, per aver adottato pratiche commerciali scorrette in occasione della trasformazione dei cosiddetti “servizi di reperibilità” (“Lo sai” e “Chiamaora” nel primo caso e “Chiamami” e “Recall” nel secondo) da gratuiti in servizi a pagamento.

La scorrettezza della condotta, secondo l’Antitrust, consiste nell’aver mantenuto attivi questi servizi sulle sim vendute prima del 14 giugno 2014, anche dopo la loro trasformazione in onerosi, imponendo ai clienti l’acquisizione implicita del consenso a fruirne se non avevano provveduto di propria iniziativa a disattivarli. Ai sensi del Codice del Consumo, queste condotte sono state ritenute pratiche commerciali di per sé aggressive, consistenti in forniture non richieste.

L’Agcm ha irrogato inoltre una sanzione di 150mila euro a Vodafone, per una violazione del diritti previsti dallo stesso Codice in attuazione della direttiva europea “Consumer Rights”. Per le sim commercializzate dopo l’entrata in vigore della nuova normativa, l’operatore ha adottato infatti una modulistica che prevede l’acquisizione implicita del consenso del cliente a sostenere il costo supplementare per i servizi di reperibilità.

In un terzo provvedimento, l’Antitrust ha sanzionato Wind Telecomunicazioni S.p.A. con una multa di 250mila euro per un’altra pratica commerciale scorretta: l’attivazione unilaterale di un servizio oneroso denominato “Service card” a carico dei clienti di telefonia mobile. Si tratta, secondo l’Agcm, di una pratica aggressiva che consiste nell’aver esercitato una pressione tale da limitare considerevolmente la libertà di scelta e di comportamento dei consumatori.

martedì 24 marzo 2015

Sanzioni per quasi 900.000 euro per pratiche riscossione crediti aggressive. I metodi scorretti delle società


L' Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ( AgCom ) ha sanzionato due società a inizio di quest' anno per pratiche scorrette in merito a riscossione crediti.

La prima è la Recus S.p.A., sanzionata di 500mila euro, il cui caso era stato segnalato all’Autorità da diversi consumatori tra marzo 2013 e dicembre 2014, e anche da un’associazione di consumatori.


Le “pratiche commerciali scorrette, in quanto aggressive” sono quelle che
La Recus S.p.A. per recuperare vari crediti a favore di società in prevalenza fornitrici di utenze domestiche (energia elettrica, gas, telefonia fissa) ha messo in atto veri e propri atti aggressivi verso i debitori, in particolar modo attraverso insistenti solleciti telefonici, continue richieste epistolari e digitali (via mail, sms), nonché visite domiciliari, anche presso terze persone. Gli esattori si recavano dai vicini di casa o dai parenti del debitore in modo da esercitare un condizionamento e quindi portare l' utente a regolarizzare la sua situazione debitoria che comunque non è mai stata comunicata per intero oppure vedeva un' avvenuta prescrizione.
L’Antitrust ha quindi irrogato alla società una sanzione di 500.000 euro.

L' altra è la Telkom S.p.A.. La società in questione recuperava crediti a favore di Sky, inviando ai clienti “atti di citazione in giudizio presso sedi di Giudici di Pace senza il rispetto del Foro competente”.
Per questo, l’Antitrust ha irrogato alla società una sanzione di 320.000 euro, da pagare entro 30 giorni dalla notifica del provvedimento..

AgCom: istruttorie su vendite telefoniche scorrette. Sotto indagine Fastweb, Vodafone, Telecom, H3g e Sky. I diritti del consumatore nel nuovo decreto sul teleselling


Aperte cinque istruttorie sul teleselling (vendite tramite telefono): ispezioni a Roma e Milano

L’Autorità garante della Concorrenza e del Mercato ha avviato cinque procedimenti istruttori, nei confronti di Fastweb S.p.A., Vodafone Omnitel B.V. Telecom Italia S.p.A. e H3g S.p.A. e Sky Italia S.r.l., concernenti le procedure di conclusione dei contratti di telefonia fissa e mobile e dei servizi televisivi via satellite a pagamento mediante teleselling. Nei procedimenti viene ipotizzata la possibile violazione delle nuove disposizioni in vigore dal 13 giugno 2014 ( il decreto legislativo n. 21 del 21 Febbraio 2014 ) che introducono specifici requisiti di forma per la validità delle vendite tramite telefono.

Il d.lgs. 21/2014 inserisce novità in materia di conclusione contratti via telefono ( teleselling ) chiarendo come la violazione della trasparenza possa esser considerata come pratica scorretta e/o ingannevole.
Ad esempio, per i contratti conclusi al telefono, le società dovrebbero confermare l' offerta al consumatore in ogni dettaglio e vincolarlo solo dopo aver firmato il contratto per iscritto o con firma elettronica.
Il servizio non dovrà quindi esser attivato nei 14 giorni successivi in modo da permettere l' utente di effettuare il diritto di recesso. Inoltre, i prezzi indicati debbono esser chiari, comprensivi di iva e stabiliti in base al contratto ( quindi se si prevede un prezzo agevolato per un periodo limitato, questo dev' esser riportato sul contratto ).

L' AgCom ricorda che "se il consumatore cambia idea ed esercita il diritto di recesso, dovrà ricevere il rimborso di quanto pagato entro i 14 giorni successivi, con lo stesso strumento di pagamento utilizzato per acquistare il bene o il servizio. I costi di spedizione saranno comunque a carico del venditore mentre saranno a carico del consumatore i costi di restituzione"

Le altre novità potete leggerle voi stessi all' articolo 48 del d.lgs. 21/2014  in modo da prestare attenzione prima di accettare e stipulare un qualsiasi contratto con una qualsiasi società.

lunedì 23 marzo 2015

Destinatario assente? Ecco l' iter che deve eseguire Equitalia. L' affissione sulla porta non è più obbligatoria

 #equitalia #agenziadelleentrate #cartellaesattoriale #fiscoetasse

Cosa accade se, nel momento viene consegnata una cartella esattoriale, il contribuente non è in casa?
L' iter prevede di:

– affiggere copia della cartella alla Casa Comunale;
 – inviare al destinatario una comunicazione di tale affissione, affiggendo un avviso alla porta dell’immobile del destinatario,
– infine, inviargli notizia di tale deposito con l’invio di una raccomandata a.r.

Ora, però, tutto cambia. La Commissione Tributaria Provinciale di Roma, con la sentenza n. 6117 del 17 marzo 2015, ha stabilito che la notifica della cartella esattoriale al contribuente momentaneamente assente è valida anche senza l’avviso sulla porta dell’abitazione. Sono infatti sufficienti l’affissione presso il Comune e la notizia dell’avvenuto deposito con raccomandata con ricevuta di ritorno. La decisione ha respinto il ricorso di un contribuente contro un avviso di pagamento di Equitalia.

L' invio della raccomandata dunque fa decadere l' obbligo di affissione dell' avviso sulla porta del locale o dell' abitazione del contribuente.

fonte
laleggepertutti.it

Rifiuti: in Italia censite 188 discariche abusive. La mappa dei siti inquinati

Dalle Alpi alla Sicilia, ci costano oltre 40 milioni ogni sei mesi. A causa della condanna inflitta dalla Corte europea che ha obbligato l'Italia a bonificare. Finora con scarsi risultati. La denuncia del Movimento 5 stelle

Un elenco dettagliato di 188 siti inquinati e abbandonati al loro destino.
La gran parte dei quali situati in sei regioni: Campania (48), Calabria (43), Abruzzo (28), Lazio (21), Puglia (12) e Sicilia (12).

Sono le discariche abusive presenti sul nostro territorio e responsabili della pesante condanna subita dall’Italia da parte della Corte europea lo scorso dicembre. Una sentenza che costa al nostro Paese quasi 43 milioni di euro ogni sei mesi. Che al giorno fanno poco meno di 240mila euro. Una vicenda lunga e intricata, alla quale mancava la cosiddetta “pistola fumante”. Ossia, la mappa dei luoghi dove si trovavano queste discariche. Un dettaglio non da poco, che permette di risalire ai responsabili territoriali, i presidenti delle Regioni e gli assessori che per primi nulla hanno fatto per porre rimedio alla situazione di degrado del territorio. L’elenco delle dislocazioni delle discariche è infatti risultato a lungo irreperibile. «Desaparecido» è stato definito. Fino a quando Claudia Mannino, deputata del Movimento 5 Stelle, non è riuscita a ottenerlo dal dipartimento Ambiente della Commissione europea permettendo così di documentare i dettagli geografici dello scandalo rifiuti italiano.

l' articolo prosegue su
http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/03/17/scandalo-rifiuti-lelenco-delle-discariche-abusive-italiane/1503984/

domenica 22 marzo 2015

25 cose che un vegano si è sentito dire almeno una volta nella vita

#vegano #vegan #vegetariano #alimentazione #carne #frutta #verdura

Un elenco divertente dal sito greenme.it che ironizza sulle frasi che un vegano si è sentito dire almeno una volta.
Lasciamo stare i modi di mangiare, le convinzioni di una certa dieta o certi ideali per certe creature e... ridiamo un pò! :)
Articolo di Roberta Ragni




1. Vegano? Oh no, pure tu ti sei fissato con questa moda?
2. Non mangi carne? E allora cosa mangi?
3. Se non mangi nemmeno il latte e le uova, il tonno lo mangi?
4. Ti importa tanto degli animali, ma ai bambini che muoiono di fame non ci pensi?
5. Se fossero tutti come te, il mondo sarebbe invaso dagli animali!
6. E per le verdure non ti dispiace? Anche le piante soffrono! (Arghhhhhh....)
7. Dai, mangia il pesce, i pesci mica soffrono...
8. E allora a che servirebbero i canini se dobbiamo mangiare solo verdure?
9. È un peccato, non sai cosa ti perdi... (come se uno ci fosse nato vegano!)
10. Ecco, ho cucinato le verdure ripiene apposta per te! (Peccato che dentro ci sia il macinato...)
11. Ma quindi dentro a un panino che ci metti?
12. Ho fatto il pollo con le patate, tu però puoi mangiare le patate... (Oh, grazie, gentilissimo papà!)
13. Come fai a fare sport? Ce la fai poi a reggerti in piedi? E le proteine da dove le prendi?
14. Tofu? Ma che diavolo è? Mi hanno detto che fa schifo (Beh, sì, in effetti non è che sia il top del gusto...)
15. Tanto gli animali sono già morti, mica li uccidi tu!

martedì 17 marzo 2015

Via alle domande per non pagare la tassa sui rifiuti

Dal Comune di Pistoia un'opportunità per le famiglie con dichiarazione Isee entro i seimila euro

Fino al 30 aprile si può richiedere l'esenzione dal pagamento della Tari (tassa sui rifiuti) per l'anno 2014. Lo ricorda il Comune di Pistoia con una nota stampa. Possono presentare domanda i soggetti con un'attestazione Isee - indicatore della situazione economica equivalente - non superiore a 6.000 euro.

L'agevolazione sarà accordata solo dopo l'esame di tutte le domande pervenute e dopo la redazione della graduatoria formulata sulla base del valore Isee. In caso di parità, avranno la precedenza le domande dei nuclei familiari con il maggior numero di figli coabitanti a carico. Il servizio entrate provvederà a verificare il possesso dei requisiti dichiarati e a svolgere idonei controlli. La concessione dell'esenzione verrà effettuata fino all'esaurimento dei fondi previsti, pari a 150.000 euro.

info e requisiti su
http://iltirreno.gelocal.it/pistoia/cronaca/2015/03/04/news/via-alle-domande-per-non-pagare-la-tassa-sui-rifiuti-1.10978472

domenica 15 marzo 2015

Rapina in farmacia con lattina di Coca Cola


Ragusa - La Polizia ha arrestato un uomo di 40 anni che stamane ha rapinato con un bottino di 350 euro una farmacia minacciando i presenti con una lattina di Coca Cola rotta.
"O mi date i soldi ha detto o vi taglio la faccia". L'arresto è stato possibile grazie ad un cliente che, dopo aver notato l'atteggiamento dell'uomo ed essere uscito dal negozio, ha seguito l'uomo e, stando in continuo contatto con il 113, ha dato indicazioni ai poliziotti.

martedì 10 marzo 2015

Bere troppa acqua fa male alla salute: causa insonnia, eccessiva sudorazione sino a malattie cardiovascolari


Non è sempre vero che bere tanta acqua fa bene alla nostra salute. Bere in eccesso potrebbe portare anche a malattie gravi. Vediamo quali e la quantità giornaliera consigliata

Ci hanno sempre consigliato di bere almeno due litri di acqua al giorno. Risultati miracolosi anche sul peso forma, ma non è proprio così. A non sostenere questa tesi è, tra i diversi esperti, anche il professor Mark Whiteley, chirurgo e fondatore della Whiteley Clinic di Londra, che sostiene che bere troppa acqua potrebbe causare disturbi anche gravi, come eccessiva sudorazione, insonnia e sangue più ‘diluito’.
Il professore è preoccupato, in particolar modo, per chi nel corso degli anni ha sviluppato una certa dipendenza dall’acqua: bere troppo porta il nostro cervello ad azzerare la capacità di avvisarci quando superiamo il "limite" consentito dal corpo.

Oltre all’eccessiva sudorazione, bere tanto potrebbe portare a soffrire di insonnia. Il nostro cervello rilascia, quando andiamo a letto, un ormone antidiuretico, l'ADH, che regola il funzionamento dei reni e ci evita di alzarci per fare pipì nel cuore della notte. Se si beve troppa acqua, però, il livello di liquidi nell'organismo supera il limite consentito e rende "inattivo" l'ormone ADH.

Non solo. Chi è dipendente dall’acqua, rischia di diluire eccessivamente anche il sangue. Le conseguenze potrebbero essere anche molto serie: dalla predisposizione a malattie cardiovascolari alla morte. Bere in eccesso, infatti, altera il ciclo sodio-potassio, due minerali fondamentali per la vita umana.

Il professore, quindi, non consiglia di bere una quantità prestabilita, ma di ‘bere soltanto quando si ha sete’. È bene, sempre secondo il professor Mark Whiteley, non andare oltre gli otto bicchieri di acqua giornalieri e di alternare l'assimilazione anche di altri liquidi come latte e succhi di frutta. Senza esagerare, ovviamente.

giovedì 5 marzo 2015

"Vogliamo solo ammalati gravi per la visita del Papa a Napoli". La decisione che sta creando il caos negli ospedali

di pasquale napolitano
ReteNews24.it

Devono essere allettati. Moribondi, quasi. Scartati, subito, quelli sulle sedie a rotelle perché poco “coreografici”.

L’indicazione spedita dal comitato ( Curia di Napoli e Regione Campania) che sta organizzando la visita di Papa Francesco a Napoli per il 21 marzo agli ospedali campani ( Monaldi, Policlinico Federico II, Santabono) è stata netta, drastica, categorica:  per stare in prima fila durante la visita di papa Francesco vogliamo solo ammalati rigorosamente allettati. 

Perché tale esigenza? Perché la scenografia della disperazione deve essere perfetta, estrema, inequivocabile. E senza sbavature. Venti il numero degli ammalati da selezionare, deciso dal comitato organizzatore: dovranno essere provenienti dagli ospedali in cui sono ricoverati e saranno posizionati secondo una sapiente regìa in bella esposizione a partire dalle ore 16,15 del prossimo 21 febbraio nella basilica del Gesù di Napoli per ricevere da vicino la benedizione del Santo Padre.

Questa della selezione degli ammalati più gravi è una decisione che sta suscitando polemiche e problemi organizzativi tra i medici degli ospedali napoletani che dovranno prestare per qualche ora i propri malati per la visita del Papa. Le ragioni dei malumori sono molteplici.