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lunedì 19 febbraio 2018

Berlusconi vuole abbassare le tasse:peccato che sia stato lui ad aumentarle.Ecco i Governi che hanno aumentato e diminuito le aliquote IRPEF

di Lapenna Daniele

#tasse #fisco #fiscoetasse #berlusconi #flattax #IRPEF #forzaitalia #renzi


«Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva.
Il sistema tributario è informato a criteri di progressività ».

Quello riportato sopra è l' articolo 53 della Costituzione della Repubblica Italiana (entrata in vigore il 1° gennaio 1948).
Ogni cittadino deve sostenere lo Stato per mezzo delle tasse, ma queste debbono esser proporzionate al reddito che lo stesso possiede. Insomma, chi ha poco, deve pagare poco. Oggi, purtroppo, non accade. 
La tassa che, in queste settimane di campagna elettorale è oggetto di forte discussione è l' IRPEF. Vogliono tutti ridurre le tasse, ma nessuno lo ha veramente fatto. C'è chi ha governato gli anni passati, ma ha fatto il contrario di ciò che ora vuole fare, e mentre gli ultimi governi hanno fatto delle proposte di legge millantando di abbassarlo a partire dai prossimi anni, c'è chi sostiene che non c'è una copertura economica sufficiente.

LA STORIA DELL' IRPEF
È l' acronimo Imposta sul Reddito delle PErsone Fisiche. Si tratta di una imposta diretta, ovvero si applica direttamente sul soggetto passivo a differenza, ad esempio, dell' IVA che si paga solo sul trasferimento di un bene.
Si stima che essa fornisca circa un terzo del gettito fiscale per lo Stato. Infatti nel 2009, a fronte di entrate tributarie pari a 433,37 miliardi di euro, 184,89 miliardi di euro erano derivati dall'IRPEF: in pratica, sul totale delle entrate derivanti dalle tasse, il 42% vengono dall' IRPEF.
È stata istituita con la riforma del sistema tributario del 1974, ai sensi del Decreto del Presidente della Repubblica n.597 del 29 settembre 1973 e conteneva 32 aliquote (dal 10% al 72%) per gli scaglioni di reddito da 2.000.000 a 500 milioni di lire.
Al momento della sua nascita (che era in attesa da una decina di anni), l’IRPEF prevedeva ben 32 scaglioni di reddito (oggi ne sono solo cinque) e altrettante aliquote: per i redditi annui sino ai 2.000.000 lire, vi era una tassazione del 10%, mentre, per i redditi oltre i 600milioni di lire (309.000 euro di oggi) una tassazione del 72%.
Con il Decreto del Presidente della Repubblica n. 917 del 22 dicembre 1986 si inserì la disciplina IRPEF in un unico testo che sostituì i decreti presidenziali del 1973.
Le aliquote, nel corso degli anni, sono state modificate dai vari governi succedutisi:
  • i redditi sino ai 15.000 euro annui (1.100 euro al mese), si sono visti
    tassare da un 40% del 1974 al 24% del 2001
    sino al 27% attuale
  • mentre, per i redditi oltre i 300.000 euro
    si è passati dal 72% del 1974 all' attuale 43%

mercoledì 14 febbraio 2018

Addio alle chiamate indesiderate dai call center.La nuova legge tutelerà anche numeri di telefonia mobile.Ecco come fare


Finalmente, qualche giorno fa, è stata approvata la legge n.5 dell' 11 gennaio 2018 recante "Nuove disposizioni in materia di iscrizione e funzionamento del registro delle opposizioni e istituzione di prefissi nazionali per le chiamate telefoniche a scopo statistico, promozionale e di ricerche di mercato", pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 28 del 03/02/2018

Le novità introdotte sono molte, come l'introduzione di un doppio prefisso per riconoscere i call center, uno per le chiamate commerciali e l'altro per le indagini statistiche
Registro delle opposizioni, ma la novità più importante è l' inclusione dei numeri di telefonia mobile nel "Registro pubblico delle opposizioni" (R.P.O.), istituito dal d.P.R. 178/2010.

COME EFFETTUARE LA RICHIESTA
Per far  sì che nessun call center possa disturbarvi continuamente chiamandovi al vostro numero di telefono mobile, basta fare richiesta di inserimento, del proprio numero, in un registro ove dichiarate di non voler ricevere tali chiamate. Avete cinque modalità (come riportato sul sito):
  1. dal sito web
  2. via fax
  3. via telefono
  4. via mail
  5.  per raccomandata

Info e dettagli al link
http://www.registrodelleopposizioni.it/abbonati/iscrizione


LINK E FONTI UTILI
  • http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2018/02/03/18G00021/SG
  • https://www.studiocataldi.it/articoli/29195-telemarketing-addio-chiamate-indesiderate-in-vigore-la-riforma.asp
  • http://www.registrodelleopposizioni.it/abbonati/iscrizione

domenica 11 febbraio 2018

Per Marco Minniti «il fascismo è morto», ma per i fascisti, no

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Sanremo: arrestati tre operai licenziati dalla Fiat di Pomigliano d'Arco

Mimmo Mignano
operaio della Fiat di Pomigliano

#sanremo #FIAT #pomigliano #lavoro #politica #sanremo2018


« Da 8 ore chiusi e piantonati in questura a Sanremo
Ormai è chiaro che questo atto repressivo nei nostri confronti è al solo scopo di fermare la lotta in Fiat. Questi servi schiocchi dei padroni devono fare i conti con la nostra resistenza e non fermeranno mai le nostre idee per il Potere Operaio .
SI COBAS FCA»

È questo il post scritto da Mimmo Mignano sul suo profilo Facebook circa un' ora fa.

A quanto riporta anche la pagina Facebook "La Voce delle Lotte", in post di quattro ore fa:
«La polizia di Sanremo ha fermato gli operai FCA di Pomigliano mentre erano in città per ringraziare il gruppo musicale de Lo Stato Sociale per la solidarietà espressagli dinanzi a milioni di telespettatori.
Evidentemente questa cosa ha disturbato non poco i vertici del Festival, per cui la polizia sta in questo momento interrogando, prendendo le impronte e denunciando Mimmo, Marco e Antonio non si capisce bene per quale motivo mentre provavano a esibire uno striscione. Probabilmente dire che si vuole lavorare in questo Paese é oramai considerato reato».

Il reato contestato è di "Inosservanza dei provvedimenti dell' Autorità" (articolo 650 del Codice Penale). Un ultimo aggiornamento riferisce che agli operai è stato notificato il foglio di via per tre anni da Sanremo, e una denuncia proprio ai sensi dell' art. 650 del c.p.

IlMattino.it riporta che i tre operai Fca dello stabilimento di Pomigliano «hanno tentato di irrompere sul tir di Rai Radio 2, in piazza Borea d'Olmo, a Sanremo, davanti al Teatro Ariston, per protestare durante una trasmissione». Stando a quanto ricostruito, «sembra che i tre volessero interrompere la diretta radiofonica per leggere un comunicato»

giovedì 8 febbraio 2018

Genitori curano autismo con candeggina: il caso del Mineral Miracle Solution, il rimedio contro cancro,HIV,malaria e influenza

Jim Humble
fonte immagine
di Lapenna Daniele


#omeopatia #rimedinaturali #MMS #MineralMiracleSolution

Così come è successo anche in Italia, ad esempio con il caso del bimbo di sette anni morto per un' otite dacché i genitori avevano deciso di seguire, per il loro figlio, una cura omeopatica - uno dei tantissimi casi messi in risalto dai media nazionali -, anche all' estero molti genitori evitano le cure tradizionali a base di farmaci testati scientificamente, optando per metodi alternativi considerati naturali o, in maniera illusoria, non dannosi come i farmaci che conosciamo e utilizziamo ogni giorno.

LA CANDEGGINA CONTRO L' AUTISMO
Un' inchiesta del Daily Mirror ha scoperto, in tutta la Gran Bretagna, diversi casi nei quali i genitori hanno utilizzato, e stanno proseguendo ad utilizzare, il metodo Miracle Mineral Solution per "curare" i loro bambini dall' autismo
Si tratta di un metodo ideato da un uomo che (udite udite, non è un medico!) sostiene che molte malattie, come ad esempio il cancro, possano esser sconfitte grazie a questo metodo rivoluzionario. Il prodotto da utilizzare lo vende lui stesso (ha pubblicato un libro dove spiega la sua efficacia), ed è una sostanza simile alla candeggina. Il metodo prevede di ingerirlo o utilizzarlo come clistere.


Bazzicando nel web, ho scoperto anche una pagina italiana che lo pubblicizza, con diversi utenti che chiedono dove ordinare il prodotto.
Cosa contiene? Che effetti ha sulla salute? È dannoso? È efficace?

mercoledì 7 febbraio 2018

«Onore a Luca Traini». Sui social il sostegno al giovane:«Se liberano la scimmia,lo uccidiamo noi per te🙋✋». E «Andremo a prenderci i giudici!!!»

di Lapenna Daniele

#fascismo #razzismo #brescia #cronaca #news #terrorismo #violenze

"Al cavernicolo,forse arresti domiciliari
A TE batteranno la chiave!
😈😈😈ANDREMO A PRENDERCI I GIUDICI!!!!!!😈😈"

Facciamo l' analisi delle frasi: abbiamo tre soggetti, il cavernicolo, "TE" (scritto rigorosamente a caratteri maiuscoli) e i giudici.
Siccome la notizia riguarda ciò che è successo a Macerata qualche giorno fa, possiamo facilmente intuire l' identità dei tre.
Quello che però mette paura è la frase che ne segue: "andremo a prenderci i giudici", assieme alle emoticons dei diavoli. Ecco il link diretto al post della pagina riportato qui a destra
https://plus.google.com/109301257107799489892/posts/AaXFEsajHvy

LO STRISCIONE
La foto dello striscione "Onore a Luca Traini" è stata pubblicata sul profilo Twitter dell' ANPI Brescia: si tratta di uno striscione portato a Ponte Milvio, a Roma, da diversi ragazzi che hanno così mostrato sostegno nei confronti di Luca Traini. L' immagine sopra, invece, è stata ripresa da una community del social Google Plus, "Onore e fede fascista": l' utente mostra sostegno al giovane arrestato così come gli utenti che hanno commentato sotto.
Proprio l' altro ieri ho pubblicato un articolo in merito ad un altro post apparso nella stessa community (questo qui) che metteva in risalto il fatto, per loro increscioso, della scarsa mira del ragazzo con la frase "Ci vuole più mira!! Più mira!!!" sottointendendo che Traini avesse mancato il bersaglio.

In questo post, i commenti che ne seguono sono anche peggiori dei precedenti, uno fra tutti:
«Se liberano la scimmia,lo uccidiamo noi per te🙋✋».



LINK UTILI E FONTI

lunedì 5 febbraio 2018

Ecco il reale metodo usato per costruire le piramidi egizie: la tecnica dell' acqua del Nilo

di Lapenna Daniele


#egypt #egitto #scanpiramyds #ancienttechnology #piramidi #khufu

Come sono state costruite le tre piramidi della piana di Giza, in Egitto?
È una domanda ancora oggi di difficile risposta nonostante vari ingegneri abbiano proposto diverse tecniche che sarebbero state utilizzate dagli antichi egizi.

Dieter Arnold, un egittologo tedesco, propose una rampa che seguiva la via centrale della piramide, una specie di strada in salita che avrebbe portato i blocchi sino alla piramide in costruzione.
Mark Lehner, un archeologo statunitense, invece, propose una rampa che costeggiava l' intera struttura, a forma di spirale, come una scala larga a chiocciola.
Knud Holscher, un architetto danese, invece, ideò una rampa a zig-zag, secondo lui, più comoda.

Molti egittologi concordano sul fatto che le rampe siano il più probabile dei possibili metodi utilizzati per sollevare i blocchi, anche se precisano che si tratta di un metodo incompleto, che deve essere completato da un altro mezzo. Prove archeologiche riguardanti l'uso delle rampe sono state trovate presso la Grande piramide di Giza e presso altre piramidi.
Il metodo più accettato per l'uso delle rampe è l'uso delle leve. Le prove archeologiche dimostrano solo l'esistenza di piccole rampe e camminamenti inclinati, non qualcosa che potrebbe essere stato utilizzato per la costruzione di buona parte del monumento. Ad aggiungere incertezza c'è il fatto che sembrano esistere molte prove che ipotizzano l'uso di metodi non-standard o ad hoc nella costruzione delle piramidi.

Il problema è che, per permettere di avere una rampa non troppo ripida, essa sarebbe dovuta esser molto lunga. Forse, ipotizzano molti archeologi, fu costruita e mantenuta solo il tempo necessario per costruire la piramide, per poi esser distrutta.

Poi c'è chi propone una teoria più semplice: l' uso di antiche evolute tecnologie con l'aiuto di alieni, ma forse c'è un altro metodo ancora poco conosciuto che è meno fantascientifico e più... fisico. In tutti i sensi. Andiamolo a vedere.

«Quel piccone in mezzo alla testa della Boldrazza». Ancora commenti di inaudita violenza dei confronti della presidente della Camera Boldrini. Intanto, spunta un altro suo parente che lavora ad Amazon





Intanto, questo è il link diretto al post riportato nell' immagine, e questo il profilo dell' utente che, a quanto si capisce, ha una leggerissima fede fascista.

Sparatoria Macerata:«Ci vuole più mira!».Pagina fascista sui social enfatizza il gesto di Luca Traini.La mamma:«Mio figlio?Un pezzo di pane»

clicca sull' immagine
per ingrandire
di Lapenna Daniele


#fascismo #razzismo #macerata #violenze #terrorismo #mussolini #immigrazione #immigrati  #leganord #forzanuova #hitler #nazist


Violenza porta violenza. Questo si sa. Ma sui social, l' incremento di questo sentimento avviene in maniera esponenziale, moltiplicandosi a vista d' occhio, con migliaia e migliaia di utenti che scrivono, di getto, il loro odio, mostrando frustrazione nei confronti degli immigrati al grido «Non ne possiamo più!!».

Ci troviamo su GooglePlus (o G+), secondo social network più utilizzato dopo Facebook. Al posto delle pagine ci sono le community, private e pubbliche. In una di queste, visibile a tutti, anche ai non iscritti, troviamo utenti che rievocano Mussolini e il fascismo. Nostalgia d' altri tempi.
Tra gli ultimi post vi è l' immagine di Luca Traini, il 28enne incensurato risiedente a Tolentino, autore dell' evitata strage avvenuta sabato mattina nella quale ha ferito, con colpi di pistola sparati dal suo veicolo, sei ragazzi di origine africana. Sotto, il video ripreso da una telecamera di un bar dove si vede il ragazzo fermarsi con l' auto e sparare con la sua arma.


mercoledì 31 gennaio 2018

Suggerimenti per individuare le notizie false


Facebook ha deciso di iniziare a combattere seriamente le fake news.
Ci aveva già provato, ma le "notizie false" sono dure a morire.

Leggiamo l' avviso del social

"Vogliamo fermare la diffusione di notizie false su Facebook. Scopri di più su ciò che stiamo facendo. In Italia, Facebook ha aderito all’iniziativa di contrasto alla disinformazione online promossa dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni mediante l’istituzione del Tavolo tecnico per la garanzia del pluralismo e della correttezza dell’informazione sulle piattaforme digitali (Delibera n. 423/17/CONS). Ci stiamo impegnando per limitare la diffusione delle notizie false e ti vogliamo fornire alcuni suggerimenti che ti aiuteranno a capire a cosa fare attenzione:"
Ecco i punti da seguire per scoprire se una notizia è falsa:
  1. Non ti fidare dei titoli:
    le notizie false spesso hanno titoli altisonanti scritti tutti in maiuscolo e con ampio uso di punti esclamativi. Se le affermazioni contenute in un titolo ti sembrano esagerate, probabilmente sono false.
  2. Guarda bene l'URL:
    un URL fasullo o molto simile a quello di una fonte attendibile potrebbe indicare che la notizia è falsa. Molti siti di notizie false si fingono siti autentici effettuando cambiamenti minimi agli URL di questi siti. Puoi accedere al sito per confrontare l'URL con quello della fonte attendibile.
  3. Fai ricerche sulla fonte: assicurati che la notizia sia scritta da una fonte di cui ti fidi e che ha la reputazione di essere attendibile. Se la notizia proviene da un'organizzazione che non conosci, controlla la sezione "Informazioni" della sua Pagina per scoprire di più.
  4. Fai attenzione alla formattazione:
      
    su molti siti di notizie false, l'impaginazione è strana o il testo contiene errori di battitura. Se vedi che ha queste caratteristiche, leggi la notizia con prudenza.
  5. Fai attenzione alle foto:
    le notizie false spesso contengono immagini e video ritoccati. A volte, le immagini potrebbero essere autentiche, ma prese fuori contesto. Puoi fare una ricerca dell'immagine o della foto per verificarne l'origine.
  6. Controlla le date:
    le date degli avvenimenti contenuti nelle notizie false potrebbero essere errate e la loro cronologia potrebbe non avere senso.
  7. Verifica le testimonianze: controlla le fonti dell'autore per assicurarti che siano attendibili. La mancanza di prove o il riferimento a esperti di cui non viene fatto il nome potrebbe indicare che la notizia è falsa.
  8. Controlla se altre fonti hanno riportato la stessa notizia:
      
    se gli stessi avvenimenti non vengono riportati da nessun'altra fonte, la notizia potrebbe essere falsa. Se la notizia viene proposta da fonti che ritieni attendibili, è più probabile che sia vera.
  9. La notizia potrebbe essere uno scherzo:
    a volte può essere difficile distinguere le notizie false da quelle satiriche o scritte per divertire. Controlla se la fonte è nota per le sue parodie e se i dettagli e il tono della notizia ne rivelano lo scopo umoristico.
  10. Alcune notizie sono intenzionalmente false:
    usa le tue capacità critiche quando leggi le notizie online e condividile solo se non hai dubbi sulla loro veridicità.

martedì 30 gennaio 2018

Hai bisogno di denaro?Un inserzionista ricerca donatori di reni, fegato e midollo per 100mila euro

clicca sull' immagine
per ingrandirla
di Lapenna Daniele



Segnalazione di uno strano annuncio. Non so se sia serio o sia uno scherzo, ma certamente non è un annuncio che si è soliti trovare su internet.

Siamo sul sito di annunci cagliaritano  www.ilbarattoweb.it.
Nella sezione "permute oggetti" si trova l' annuncio dal titolo:
"Acquisto rene, parte di fegato o midollo" (qui il link diretto, se non è stato cancellato). Ecco la descrizione dell' inserzione:
«Clinica Svizzera specializzata in trapianti di Reni, Fegato e Midollo cerca potenziali “Donatori” di parte del fegato, Rene o Midollo.
Il tutto avviene in una clinica privata Svizzera in maniera del tutto trasparente. I trapianti sono eseguiti da un chirurgo con ventennale esperienza, quindi garantiamo la massima serietà e riuscita nel intervento.
Per info: alessandro.calissano@gmail.com
».
La cifra riportata sopra è di 100.000 euro. L' inserzionista ha il nickname "alessandro70" e risulta iscritto dal 27 gennaio. Da pochi giorni.

La mail non risulta su altri siti web (anzi, si trova come commento sotto il post di un altro blog, ma l' articolo è talmente datato che non è reperibile neanche con la cache di Google) e il nominativo riportato non appare su altri siti web.
Probabilmente si tratterà di uno scherzo, visto che alla mail, sino ad oggi, non ha risposto nessuno. Se fosse veramente una clinica specializzata, ci sarebbero ulteriori dettagli in merito alla stessa.

Se si tratta di uno scherzo, per molti, potrebbe sembrare di cattivo gusto, soprattutto per il fatto che ci sono veramente tante persone malate in cerca di donatori.

Restiamo in attesa di aggiornamenti.

lunedì 22 gennaio 2018

MiniMed 670G: il pancreas artificiale in aiuto ai diabetici. Addio aghi e siringhe


Quanti di voi immaginano cosa sia il dispositivo in foto? Sembra una sorta di lettore mp3 ma non riproduce musica: questo (e altri dispositivi simili) sono destinati a cambiare la vita di molte persone, perché quello che state vedendo è un pancreas artificiale.

LA VITA DI UN DIABETICO
Oggi un diabetico di tipo 1 è costretto a fare almeno 4 iniezioni sottocutanee di insulina al giorno, pungendosi le dita innumerevoli volte per verificare la propria glicemia. Qualora dovesse mangiare qualcosa di inaspettato, dovrebbe fare complicati calcoli in base al contenuto di carboidrati del pasto per capire quante unità aggiuntive di insulina rapida iniettarsi. Insomma, una vita difficile e costantemente legata ad aghi e siringhe.

Per venire incontro a queste persone diverse aziende hanno scommesso decenni fa sulla realizzazione di un vero e proprio pancreas artificiale, e la Medtronic, produttrice del MiniMed 670G che vedete in foto, è stata la prima ad arrivare vincente al traguardo quasi due anni fa, ottenendo l’approvazione della Food and Drug Administration, la massima autorità americana per la sicurezza di alimenti e farmaci.

LA TECNOLOGIA DEL MINIMED 670G
Il dispositivo, che è entrato in commercio nel 2017, è una pompa insulinica: in pratica contiene al suo interno una riserva di insulina e il tubicino che vedete è un catetere che va a inserirsi sotto la pelle della pancia, nascosto da un cerotto e da cambiare solo un paio di volte alla settimana. Come fa la pompa a decidere quanta insulina iniettare?
È collegata ad un sensore wireless adesivo che monitora costantemente la glicemia grazie a dei microaghi, e non solo: è in grado di comunicare con un’app per smartphone, nella quale il diabetico inserisce i propri pasti, in modo da far capire al software la risposta corporea agli alimenti e come comportarsi di conseguenza. 
Certo, il sensore per la glicemia va ricalibrato spesso comunicando il valore che si ottiene con il glucometro e il classico pungidito, inoltre la pompa sa regolarsi nella somministrazione dell’insulina basale ma non sa decidere del tutto autonomamente i boli da somministrare ai pasti. Piccole imperfezioni di un prodotto che però è il primo di una categoria promettente.
Altri dispositivi sono in fase finale di approvazione, alcuni dei quali addirittura sono in grado di somministrare anche il glucagone, l’ormone opposto all’insulina e che serve quando la glicemia si abbassa troppo.


FONTI E LINK UTILI

venerdì 19 gennaio 2018

Wind: la truffa del servizio a pagamento non richiesto

di Lapenna Daniele

#wind #infostrada #truffe #telefonia #antitrust #agcom

Sedetevi comodi, la truffa che sto per riportarvi ha dell' incredibile, e merita la vostra attenzione per non incappare nella stessa situazione e, magari, segnalarla all' Antitrust.

IL NUMERO INSISTENTE
La persona che ha subìto questa truffa ha 73 anni, possiede un cellulare di quelli vecchi, senza connessione a internet e senza alcun abbonamento mensile con il suo operatore, Wind.
Gli càpita di ricevere chiamate insistenti da un numero, ma quando risponde, non capendo che è una voce registrata, dice che non è interessato e chiude.
Continua a ricevere le telefonate a cadenza non regolare, e si accorge che è una voce registrata. Il cliente Wind ha trovato anche sei chiamate senza risposta da un numero che ha le prime cinque cifre sempre uguali ai numeri precedenti. Ecco i numeri che lo importunano diverse volte al mese:
0223100201
0223196006
0223196098


LA TRUFFA
Un giorno, la chiamata avviene con un suo conoscente. Costui decide così di rispondere e ascolta la voce che spiega
«Ci sono nuove promozioni per la tua SIM. Se NON vuoi conoscerle premi il tasto UNO ».
Questi suppone che, per chiudere definitivamente questa assillante opera di pubblicità invadente, basti premere, appunto, il "tasto 1". Questi preme il tasto e la chiamata cade. Successivamente gli arriva l' sms:

[Hai attivato il servizio SUPERENALOTTO. Costa 30 cent./SMS ricevuto max 16 sms a settimana. Il servizio è a tempo indeterminato].

Il trucco sta nel convicere che, premendo il tasto uno della tastiera, si rifiuti la pubblicità delle promozioni, e invece è proprio premendo quel tasto che si attiva il servizio a pagamento.
Qual è questa società che truffa?

martedì 9 gennaio 2018

"Il Cavaliere di Ghiaccio" - Leggi GRATUITAMENTE i primi quattro capitoli del romanzo di Lapenna Daniele
















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• i capitoli 1-2-3-4 del romanzo Il Cavaliere di Ghiaccio*​🎠
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Visita il blog del libro, con dettagli sulla trama e sui personaggi, ed esplora curiosità sul #Medioevo
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• i capitoli 1 e 2 del romanzo giallo *Non Mi Fermerai ⬅️
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"Non mi fermerai", il romanzo giallo di Lapenna Daniele


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lunedì 18 dicembre 2017

Posta una barzelletta sui carabinieri su Facebook:casalinga denunciata



Il reato è quello di vilipendio alle forze armate: una casalinga di 58 anni di Trento è stata denunciata dopo aver postato su Facebook una barzelletta sui carabinieri.

La sua identificazione è avvenuta dopo una segnalazione: i carabinieri hanno così identificato e denunciato una donna di 36 anni, ritenuta, in quanto amministratore della pagina, colpevole di non avere rimosso la barzelletta ritenuta offensiva.
La barzelletta è stata poi rimossa dalla pagina di Facebook con tanto di scuse all'Arma. 

I PRECEDENTI
Ci sono stati ormai tanti casi di denunce per vie di insulti e diffamazioni via social network, con tanto di articoli che spiegano i reati ai quali si va in contro, tipo questo, dove spiego che si rischia una sanzione sino a 6.000 euro. Il reato di diffazione via web è ormai equiparato a quello commesso nella vita reale, così come confermato dalla Sentenza n.2723/2017.

venerdì 15 dicembre 2017

La Terra emette un rumore costante impercettibile di ignota origine

supereva.it

La Terra emette un rumore, anche se noi non riusciamo a sentirlo. Se improvvisamente spegnessimo ogni dispositivo e tutto si fermasse per qualche secondo, potremmo (forse) sentire il suono del nostro Pianeta. Un rumore molto particolare, che è sempre stato circondato da un grande mistero e che solo di recente gli scienziati sono riusciti a registrare per la prima volta.

Si tratta di un rumore bassissimo, ma costante. Una sorta di ronzio che è stato definito dagli esperti “oscillazione libera”. L’unico modo per ascoltarlo è stato sul fondo dell’Oceano, dove una recente ricerca ha consentito di catturarlo. La Terra infatti è protagonista di una vibrazione che non ha nulla a che vedere con quella delle placche terrestri che provocano i terremoti. Si tratta di un suono perpetuo avvolto dal mistero e di cui da sempre si cerca l’origine. Il segnale a bassa frequenza è difficile da catturare ed è stato scoperto solamente di recente.

I primi studi su questo tema sono iniziati alla fine degli anni Novanta, quando alcuni scienziati giapponesi hanno dimostrato la sua esistenza, senza però riuscire a registrarlo. L’impresa è riuscita in questi giorni grazie al team di studiosi guidato da Martha Deen, professoressa dell’Istituto di Fisica della Terra di Parigi. Lo studio, pubblicato sulla rivista “Geophysical Research Letters” dell’American Geophysical Union, ha permesso di registrare per la prima volta il rumore della Terra nelle profondità dell’Oceano Indiano. Tutto grazie ad un’attrezzatura sofisticata, costituita da quasi 60 sismometri oceanici e strumenti che hanno consentito di rimuovere i suoni dell’acqua e altre fonti di disturbo. In questo modo gli scienziati hanno scoperto che la vibrazione della Terra è costante.

Ogni 30 secondi infatti si verifica questo “sussurro”, con frequenze tra 2,9 e 4,5 mHz. Anche se il rumore del Pianeta è stato registrato ciò non significa che i suoi misteri sono finiti. Gli studiosi infatti non sono ancora riusciti a comprendere quale sia la sua origine.

A Cagliari la cannabis si acquista in tabaccheria

da youtg.net


CAGLIARI. Ora la la marijuana legale si compra anche in tabaccheria. Certo, è light, non sballa e si può sia fumare che bere utilizzandola per preparare una tisana. O addirittura si può anche coltivare legalmente grazie a un kit (con tanto di istruzioni per le modalità d’uso e un numero verde per l’assistenza) acquistabile sempre in tabaccheria.

Solo fino a pochi mesi fa immaginare di poter comprare la marijuana in negozio sarebbe stato impensabile. “Abbiamo deciso di commercializzare questi prodotti perché riteniamo che siano buoni dal punto di vista terapeutico - spiega Roberta Brambilla, titolare della rivendita di via XX settembre dove la cannabis legale si può trovare già da una settimana - chi la acquista non cerca lo sballo, ma principalmente il benessere”. I prezzi variano in base alla qualità e al livello di Thc (tetraidrocannabinolo, il principio attivo della cannabis) presente nella confezione: il limite massimo stabilito per legge è dello 0,6 per cento.

giovedì 16 novembre 2017

S' accabadora: l' eutanasia praticata in Sardegna sino a qualche decennio fa


Fino a qualche decennio fa, in Sardegna si praticava l'eutanasia.
Era compito di "sa femmina accabbadora" (s'accabadóra, lett. "colei che finisce", deriva dal sardo s'acabbu, "la fine") procurare la morte a persone in agonia. L' analisi della documentazione rinvenuta presso diocesi sarde, musei, ma soprattutto testimonianze, hanno accertato la reale esistenza di questa figura. C'è chi conserva persino l' ultimo martello, chiamato jualeddu, con il quale si praticava l' eutanasia

S’accabadora era una donna che, chiamata dai familiari del malato terminale, provvedeva ad ucciderlo, ponendo fine alle sue sofferenze. Un atto pietoso nei confronti del moribondo, ma anche un atto necessario alla sopravvivenza dei parenti, soprattutto per le classi sociali meno abbienti: negli stazzi della Gallura e nei piccoli paesi lontani da un medico molti giorni di cavallo, serviva ad evitare lunghe e atroci sofferenze al malato.

Sa femmina accabbadora arrivava nella casa del moribondo sempre di notte e, dopo aver fatto uscire i familiari che l’avevano chiamata, entrava nella stanza della morte: la porta si apriva e il moribondo, dal suo letto d’agonia, vedeva entrare sa femmina accabadora vestita di nero, con il viso coperto, e capiva che la sua sofferenza stava per finire. Il malato veniva soppresso con un cuscino: la donna assestava il colpo de su mazzolu provocando la morte. S’accabbadora andava via in punta di piedi, quasi avesse compiuto una missione, ed i familiari del malato le esprimevano profonda gratitudine per il servizio reso al loro congiunto offrendole prodotti della terra.

La signora Paolina Concas, 90 anni, intervistata nel 2008. racconta quando a sua zia fu concessa questa pratica per terminare la sua sofferenza. Nel video sotto, il racconto dettagliato della signora Concas.



martedì 14 novembre 2017

Bollette a 28 giorni:arriva il decreto del governo.Previsto anche indennizzo di 50 per i clienti dei gestori

Dopo la diffida dell’Agcom, arriva il divieto dalla politica.
La commissione di Bilancio del Senato ha approvato l’inserimento di un emendamento del Pd nel decreto Fisco — contenuto nella legge di Bilancio — per rendere illegale la pratica di far pagare gli abbonamenti ogni 28 giorni invece che ogni 30. Rendendo le mensilità da pagare 13 anziché 12

L’emendamento impone agli operatori di adeguarsi entro 120 giorni. E dovranno «garantire informazioni chiare e trasparenti sulle offerte» così come precisare «se la fibra arriva al domicilio o solo alla centrale»

Previsto anche un indennizzo forfait da 50 euro per i clienti maggiorato di un euro per ogni giorno successivo alla scadenza del termine di 30 giorni in cui l’operatore deve provvedere al rimborso.

Articolo completo
http://www.corriere.it/tecnologia/economia-digitale/cards/bollette-28-giorni-approvato-l-emendamento-legge-bilancio-che-vieta/legge-arrivo_principale.shtml